Alla tratta dei negri -dell'ebano- si è
sostituita oggi la tratta dei fanciulli e delle donne, delle schiave
bianche, dell'avorio.
Da uno studio pubblicato nella Nuova Antologia da
Paolucci dei Calboli risulta che il porto di Genova è il più
importante per l'imbarco della merce destinata all'America del Sud.
Si calcolano a 1200 i capi di bestiame umano caricati in quel
massimo nostro porto e provenienti in gran parte
dall'Austria-Ungheria, dalla Polonia, dalla Germania e anche dalla
Francia.
Queste fanciulle hanno dai 16 ai 25 anni. A Genova vi sono due
alberghi, dove un carico di merce umana è tenuto in pronto per
essere spedito al primo avviso. Ma l'Italia non fa soltanto
sciaguratamente il commercio di transito, chè essa è pure
esportatrice di abbondante mercanzia nazionale!
L'emigrazione del Sud è la più numerosa, la più palese e la più
antica.
In parecchi paesi di Terra di Lavoro, si sono scoperti individui i
quali sposavano le più belle contadine del luogo, per poi condurle a
Londra, ove tutto era preparato per speculare sulla loro
immacolatezza. Poi vi sono altri mezzi: le agenzie di domestici, di
aie, di istitutrici. Oltre agli uffici di collocamento patentati e
agli avvisi di giornali, gli agenti della tratta hanno escogitato
altri mezzi per procurarsi la qualità e la quantità richiesta dal
consumatore.
Uno dei tanti modi, che si comincia pure ad imitare da noi, è quello
delle così dette «agenzie teatrali» che cercano artiste di ballo o
di canto sia per l'estero sia -più specialmente- per i
caffe-concerto delle città di provincia. Molte canzonettiste piovono
dalla Francia in Italia, ma lo scambio è compensato a dovizia
dall'importazione delle fanciulle italiane in Francia.
Il grosso dell'esercito sul quale tengono l'occhio gli incettatori
di carne umana è dato oggi da una nuovissima forma della nostra
emigrazione dall'esodo delle fanciulle racimolate nel Regno per
lavorare negli opifici francesi.
La parte settentrionale della penisola invia numerose donne non
tanto più a Lione, ma in molte altre città francesi. In Svizzera non
trovano miglior fortuna. Di 100 ragazze piemontesi di San Vincent
(Valle Tournanche) ivi addette alla manifattura dei tabacchi, un
quinto facea ritorno l'anno scorso in patria coi segni del
concepimento.
Spettacolo indegno quello dato a Sandhofen, vicino a Mannheim, delle
centianaia di fanciulle toscane, di Pisa e di Lucca principalmente,
che la domenica accompagnano a Mannheim gli operai, rincasando a
tarda notte, abbrutite ed avvinazzate, per questo prendere in uggia
il lavoro e darsi in braccio alla mala vita.
Fin dal 1873 si rilevava che a New York le bambine italiane erano
spinte allora nella via del vizio dai loro connazionali, dai
famigerati padroni. Né le cose, a quanto pare, sono cambiate.
Nell'America del Sud le cose sono ancora più terribili.
L'incettatore che imbarcato il suo carico non perde tempo mentre è a
bordo, ma, da abile mercante, accresce le file della compagnia colle
nuove reclute che sa procurarsi durante la traversata.
La baronessa di Montenach, fondatrice dell'Opera di Friburgo, ha
potuto parlare di 2200 creature, vittime di speculatori, in una sola
strada della capitale dell'Argentina, in gran parte italiane.
Ognuno sa che all'estero molto fa l'iniziativa privata per
combattere questo male. Anche in Italia si tenta qualche cosa. Il
Comitato nazionale italiano è già formato. Occorrono leggi
repressive, occorre, oltre alla massima oculatezza nel rilascio dei
passaporti, che istruzioni siano impartite a tutte le autorità,
perché i parenti o chi per essi, quando si presenta loro una
sedicente offerta di posto per le loro figlie, si informino di che
si tratta prima di lasciarle partire.
.
