In obbedienza agli ordini
di Sua Maestà il Re, suo Augusto sovrano, il sottoscritto incaricato
d'affari d'Italia ha ordine di significare a Vostra Altezza quanto
segue:
Il termine che il Governo reale aveva
ultimamente accordato al Governo imperiale, in vista dell'attuazione
delle misure diventate necessarie, è trascorso senza che gli
pervenisse una risposta soddisfacente.
La mancanza di tale risposta non fa che confermare il malvolere o
l'impotenza di cui il Governo e le Autorità imperiali hanno già
fornito in numerose prove specialmente per ciò che concerne la
tutela degli interessi o dei diritti italiani in Tripolitania e in
Cirenaica. Il governo italiano si vede per conseguenza obbligato a
provvedere direttamente alla salvaguardia di quei diritti ed
interessi come della dignità e dell'onore del Paese con tutti i
mezzi di cui dispone.
Gli avvenimenti che seguiranno non potrebbero essere considerati
altrimenti che come la conseguenza necessaria, per quanto penosa,
del contegno adottato da lungo tempo dalle autorità dell'impero di
fronte all'Italia. Essendo quindi interrotte le relazioni d'amicizia
e di pace fra i due Stati, l'Italia si considera da questo momento
in stato di guerra con la Turchia.
Il sottoscritto, d'ordine del suo Governo, ha per conseguenza
l'onore di far conoscere a Vostra Altezza che i passaporti saranno
messi oggi stesso a disposizione dell'incaricato d'affari
dell'impero ottomano a Roma e prega Vostra Altezza di voler fargli
pervenire senza ritardo i propri passaporti.
II Governo reale ha incaricato il sottoscritto di dichiarare nello
stesso tempo a Vostra Altezza che i sudditi ottomani potranno
continuare a risiedere sul territorio del regno senza che vi sia a
temere alcuna offesa alla loro sicurezza personale, alle loro
proprietà ed ai loro affari.
Commendator De Martino,
Reggente dell'Ambasciata italiana di Costantinopoli
