Tra i fattori che, già secondo i contemporanei,
diedero l’impulso decisivo alla grande migrazione di fine ‘800 e
inizi ‘900, vi fu sicuramente la crisi agraria che colpì l’Europa, e
l’Italia in particolare, a cavallo
dei due secoli.
Tra le cause principali, che per anni, sono state prese in
considerazione dai politici e dagli studiosi per dare una
spiegazione alle difficoltà economiche che investirono la società
rurale del vecchio continente vi fu, sicuramente, quella
dell’arrivo, dalle Americhe, di ingenti quantitativi di frumento a
basso prezzo che mise in seria difficoltà i produttori europei.
Questa nuova situazione di mercato fu resa possibile dallo sviluppo
dei moderni mezzi di comunicazione via mare, le navi a vapore, che
resero veloce e, soprattutto, più economico il trasporto delle merci
sull’oceano. Pur riconoscendo al prezzo del grano americano la
dovuta importanza nel mutamento dei rapporti economici e produttivi
che investirono le campagne del vecchio continente, la moderna
storiografia non dimentica di prendere in considerazione anche altre
concause. Ad accentuare il disarticolamento del mondo
agricolo contribuirono anche alcune patologie che colpirono in
maniera significativa colture pregiate quali la fillossera per la
vite, la pebina per la sericoltura e la mosca olearia per l’ulivo e
che privarono i contadini, soprattutto quelli meridionali, di
importanti fonti di reddito.
Se a questi fattori di crisi si aggiungono, inoltre, quello di un
sensibile aumento della pressione fiscale, che lo Stato unitario
esercitò sulla società italiana per finanziare lo sviluppo economico
e industriale del paese, e quello che vede, sempre in questi anni,
la trasformazione generale del tessuto sociale che da un’impronta
marcatamente rurale si avvia a divenire, in importanti fasce di
popolazione, una società urbana alle prese con le prime forme di
capitalismo, avremo un quadro piuttosto preciso delle problematiche
che contribuirono (o costrinsero) milioni di persone a prendere la
difficile decisione di cercare “fortuna” in terre lontane.
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