La decisione di partire è finalmente presa. Il
passaporto che consente di emigrare è stato rilasciato dalle
autorità competenti e il biglietto è stato pagato. Si salutano i
parenti, gli amici, il paese e si va alla stazione.
combutta
con l’agente della compagnia di navigazione che ha convinto
l’emigrante a partire per il porto con largo anticipo). E i bagagli?
Le povere cose che ogni emigrante porta con sé, un fagotto di
stracci, una valigia di cartone (i più “ricchi” possono avere con se
anche un baule!) possono far gola a tutti quei personaggi con pochi
scrupoli che frequentano i dintorni di uno scalo marittimo.
Le navi poi… Fino alla metà dell’800 non erano altro che velieri che
impiegavano delle settimane per giungere a destinazione. In seguito
(intorno al 1870) compaiono i primi vascelli a vapore ma la
marineria italiana non sempre era in grado di competere con le più
attrezzate e ricche flotte straniere. Le navi che battevano bandiera
italiana difficilmente raggiungevano una stazza superiore alle
7-8000 tonnellate e, spesso, a solcare l’oceano erano destinati solo
i vecchi piroscafi riadattati al trasporto di emigranti.
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