1860 – A maggio Giuseppe Garibaldi parte
dallo scoglio di Quarto (Genova) con mille volontari e sbarca in
Sicilia con l’intenzione di liberare la penisola. Ottiene la sua
prima vittoria contro le truppe borboniche a Calatafimi (15 maggio).
Dopo la vittoria di Milazzo Garibaldi assume il pieno controllo
della Sicilia (20 luglio). In ottobre (1-2 ottobre) i Mille
infliggono la sconfitta definitiva all’esercito borbonico che
determina l’annessione del Regno delle due Sicilie allo Stato
sabaudo. Il 26 ottobre Garibaldi e Vittorio Emanuele II si
incontrano a Teano dove il Generale pronuncia il celebre
“Saluto Vittorio Emanuele Re d'Italia”.
1861 – Vittorio Emanuele II è proclamato Re d’Italia “Per
grazia di Dio e volere della Nazione”. Inizia l’esperienza
governativa della Destra Storica, uno schieramento politico
espressione della borghesia, della classe aristocratica e della
grande proprietà terriera settentrionale. Il suffragio elettorale è
riservato solo al 2% della popolazione del Regno. Solo con la
riforma elettorale Depretis del 1882, che estende il diritto di
voto, si giungerà al 6% della popolazione. Il 6 giugno muore Camillo
Benso conte di Cavour.
1862
– Giuseppe Garibaldi tenta di risalire la penisola con un esercito
di volontari. Il condottiero è intenzionato a puntare su Roma. Le
truppe sabaude lo fermano in uno scontro sull’Aspromonte (Calabria).
Garibaldi viene ferito ad una gamba. Il 1 marzo il barone Ricasoli
si dimette da Presidente del Consiglio. Gli succede Urbano Rattazzi
che fu, a sua volta, costretto a dimettersi in seguito alla crisi
dell’Aspromonte.
1863 – Si decide di trasferire la capitale del Regno d’Italia
a Firenze. A Torino, per protesta, si verificano gravi disordini
popolari. Il re, in seguito alle proteste popolari chiede le
dimissioni del presidente del consiglio Marco Minghetti. Gli succede
il generale
1864 – L’8 dicembre viene pubblicata l’enciclica papale
“Quanta cura” che
contiene, tra l’altro, il
“Sillabo” con l’indicazione degli 80 errori del secolo (Papa Pio
IX).
1866 – Il 20 giugno inizia la
III Guerra di Indipendenza. Il 24
giugno l’esercito regio è battuto dagli austriaci a Custoza. Il 20
luglio anche la flotta italiana viene sconfitta presso Lissa,
nell’Adriatico. Garibaldi cerca di controbilanciare la situazione
militare con i suoi volontari che a Bezzecca sconfiggono gli
austriaci. Dopo la definitiva sconfitta austriaca ad opera dei
prussiani (Sadowa) il trattato di pace concede all’Italia
l’annessione del Veneto.
1867 – Garibaldi intraprende una nuova spedizione per la
conquista di Roma. Viene fermato e sconfitto a Mentana (3 novembre)
dalle truppe francesi accorse in aiuto dello Stato Pontificio.
Determinanti nello scontro risultano essere i nuovi fucili a
retrocarica (fucili Chassepots) in dotazione ai militari
francesi.
1868 – Introduzione della “Tassa sul macinato” da parte del
governo Manabrea. Il nuovo provvedimento fiscale era finalizzato al
risanamento dei bilanci dello Stato. La norma, promulgata il 7
luglio (e abolita definitivamente il primo gennaio 1884) stabiliva
un’imposta, calcolata direttamente al momento della macinazione, di
2 lire al quintale per il grano; di 1,20 lire per l’avena; di 0,80
lire per il mais e la segale. La tassa sul macinato provocò
l’immediato aumento del prezzo del pane che portò alle note rivolte
contadine passate alla storia come i “Moti del macinato”.
1870 – Approfittando della sconfitta francese nella Guerra
Franco-Prussiana (battaglia di Sedan) e nella non ingerenza
dell’Austria i bersaglieri dell’esercito italiano, entrano a
Roma attraverso la breccia di Porta Pia (20 settembre). Le disparità
economiche tra le classi sociali e le diverse zone del paese
favoriscono il manifestarsi di una decisa conflittualità popolare,
aggravata, oltretutto, dall’introduzione della Tassa sul macinato
(vedi sopra). La risposta dello stato liberale ai moti è fortemente
influenzata dall’incapacità dei gruppi politici dominanti di
comprendere le istanze che provengono dalla società: si manifestò
chiaramente una dicotomia tra i fautori degli scioperi e il blocco
politico costituito dalla borghesia di stampo liberale. Anche le
forze radicali presenti in parlamento non riuscirono a gestire le
nuove istanze provenienti dalle classi proletarie incidendo, solo
marginalmente, sull’operato dei governi riguardo le repressioni
poliziesche e la proclamazione dello stato d’assedio che venivano
messe in atto per arginare il fenomeno sovversivo.
1871 – Il 1 luglio Roma diviene la capitale del regno d’Italia.
1876 – Conquista del potere da parte della Sinistra storica.
Formazione del governo Depretis. Incapacità anche di questo
ministero nel dare risposte convincenti nell’ambito della
legislazione sociale. Il 5 marzo dello stesso anno viene pubblicato
il primo numero del Corriere della Sera.
1877 – Il 15 luglio fu promulgata la c.d. “Legge Coppino” che
stabiliva l’obbligo scolastico per l’istruzione elementare e
prevedeva sanzioni per chi non mandava i figli a scuola almeno per i
primi due anni di studio.
1880 - Appare sulla scena politica italiana la stagione politica
del trasformismo (anni ’80 del XIX secolo). Il fenomeno del
Trasformismo aveva come scopo il superamento delle tradizionali
differenze tra Destra storica e Sinistra storica per giungere ad un
nuovo soggetto politico garante della salvaguardia delle tradizioni
risorgimentali e liberali messe in discussione dall’emergere di
forze politiche di orientamento più radicale (Socialisti,
Repubblicani, Cattolici). Gli esponenti di spicco di questa stagione
politica furono Marco Minghetti, personaggio di spicco della destra
storica, e il suo interlocutore Agostino Depretis.
1881 - Annessione da parte francese della Tunisia. Il territorio
nord-africano era nelle mire dell’Italia che protesta vivacemente.
1882 – Lo Stato italiano acquista (pagando, il 10 marzo, 416
mila lire) dalla Società di Navigazione
Rubattino la baia di Assab in Eritrea dando, così, avvio ad
una politica di stampo coloniale.
1885 – Il 5 febbraio le truppe italiane occupano la base di
Massaua nel mar Rosso (odierna Eritrea).
1887 – Il 26 gennaio una colonna militare italiana al comando
del generale De Cristoforis viene annientata a Dogali dalle truppe
etiopiche di ras Alula. I caduti, tra le file italiane sono
circa 450.
1887 – Formazione del primo governo Crispi come risposta alla
crisi del Trasformismo. Intorno allo statista siciliano si raccolse
un ampio consenso politico che propugnava una risposta autorevole
per far uscire dall’impasse economico-sociale il Paese. Pur essendo
Crispi un esponente della sinistra parlamentare, una volta divenuto
Presidente del Consiglio, diede una svolta piuttosto autoritaria
alla sua azione di governo. Questa nuova condotta politica si
caratterizzò per l’approvazione di una serie di riforme strutturali
volte alla modernizzazione dello Stato (vedi sotto) ma, di contro,
mise in atto anche una fortissima repressione delle agitazioni
popolari (repressione dei fasci siciliani, scioglimento del Partito
Socialista). In politica estera Francesco Crispi favorì l’emergere
di una politica imperialista da parte dell’Italia, politica che si
concretizzò con l’avventura coloniale in Etiopia.
1888-1889 – Varo della riforma delle amministrazioni locali con
l’ampliamento del diritto di voto ed eleggibilità dei Sindaci. Varo
della nuova legge sanitaria (che contiene disposizioni riguardo
l’emigrazione). Approvazione della legge sulla pubblica sicurezza
volta a riorganizzare gli apparati repressivi dello Stato in
funzione antisovversiva.
1889 – Stipula del “Trattato di Uccialli” tra lo Stato
italiano e il ras Menelik II. L’Italia ottiene la sovranità
di Asmara e una sorta di protettorato sull’Etiopia. Nel testo del
trattato, all’articolo 17, è inclusa una frase sulla rappresentanza
diplomatica dell’Etiopia da parte dell’Italia che viene fortemente
contestata da Menelik II e che porterà ai successivi attriti
tra le due nazioni.
1891 – Caduta del primo governo Crispi dovuta, tra l’altro, al
peggioramento dei rapporti con
1892 – Si insedia il primo governo Giolitti. A dicembre vengono
resi noti i risultati dell'inchiesta sullo scandalo della Banca
Romana.
1893
– Insediamento del secondo governo Crispi. Lo scandalo della Banca
Romana vede il coinvolgimento di Giovanni Giolitti che è costretto a
rifugiarsi all’estero.
1895 – Le truppe italiane occupano quasi integralmente la
regione del Tigrè provocando una dura reazione di Menelik.
L’esercito etiopico annienta, all’Amba Alagi (7 dicembre
1895), un battaglione italiano comandato dal maggiore Toselli.
1896 – In febbraio, l’esercito italiano comandato dal generale
Baratieri fu pesantemente sconfitto ad Adua (cadono circa
6000 soldati italiani) dall’esercito etiopico. A seguito del
rovescio militare l’Italia fu costretta alla revoca del trattato di
Uccialli e al ritiro dal territorio del Tigré. Il
disastro coloniale sancì la fine politica di Francesco Crispi che
viene sostituito al governo dal marchese Rudinì.
1898 – A Milano avvengono moti popolari per protestare contro il
carovita (passata alla storia come la "protesta dello stomaco"). Le
truppe del generale Bava Beccaris sparano sugli insorti (8 maggio)
causando, secondo le cifre ufficiali, 80 morti (che sono in realtà,
secondo i manifestati, più di 300). Viene proclamata la legge
marziale. Si insedia il governo Pelloux.
1899 – Il 3 giugno Giovanni Agnelli fonda
1901 – Viene approvata la legge del 31 gennaio 1901 n. 23 che
regolamenta tutto il settore dell’emigrazione e istituisce il
Commissariato Generale per l’Emigrazione.
1903 – Dopo le dimissioni rassegnate dal Primo Ministro
Zanardelli (che muore subito dopo), in ottobre Giovanni Giolitti
forma un nuovo governo in cui cerca di coinvolgere, inutilmente, la
sinistra socialista. Siamo già in quella fase, passata alla storia,
come “età giolittiana”
1904 – Viene indetto il primo sciopero generale della storia
d’Italia. Giolitti cerca l’appoggio dei cattolici moderati per
indirizzare la sua azione politica verso un indirizzo più
conservatore.
1905 – Giolitti lascia il governo per motivi di salute. Nello
stesso anno viene approvata la nazionalizzazione delle ferrovie.
1908 – Il 28 dicembre Messina (e Reggio Calabria) venne
devastata da un violento terremoto che, con il successivo maremoto
nello stretto, provocò più di 100.000 morti. Polemiche per i ritardi
nei soccorsi che giunsero sul luogo del disastro diversi giorni dopo
il sisma.
1911 – Il 5 ottobre il Corpo di spedizione italiano sbarca a
Tripoli, in Libia, dando così avvio al conflitto italo-turco.
Rovescio militare italiano nello scontro di Sciara Sciat a
causa del quale le truppe italiane inaspriscono le operazioni
successive arrivando a condurre rappresaglie anche contro la
popolazione araba. Il 5 novembre l’Italia dichiara l’annessione
della Libia.
1912 – Dopo la campagna di Libia l’Italia indirizza la sua
azione militare nell’Egeo. A maggio vengono occupate le isole del
Dodecaneso, a luglio l’attacco viene portato al cuore della flotta
militare turca direttamente nello stretto dei Dardanelli. Il 18
ottobre a Losanna viene firmata la pace con
1913 – Con le elezioni di ottobre Giovanni Giolitti ottiene una
chiara vittoria elettorale anche se il Partito Socialista registra
una sensibile avanzata.
1914
– Cade il governo Giolitti in seguito dell’uscita dall’esecutivo del
gruppo radicale. Si insedia il governo Calandra. Alla vigilia della
I Guerra Mondiale la società italiana è divisa tra neutralisti e
interventisti.
1914 – Il 28 giugno un irredentista serbo uccide a Sarajevo
l’arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo. Il governo austriaco,
chiedendo alla Serbia un atto di riparazione molto pesante in
termini politici, innesca le vicende che porteranno allo scoppio del
primo conflitto mondiale.
1914 – Il 3 agosto l’esercito tedesco invade il Belgio
provocando la reazione della Francia e dell’Inghilterra: è l’inizio
della I Guerra Mondiale. L’Italia proclama la sua neutralità (2
agosto). Contrari all’entrata in guerra del Paese erano i socialisti
e i cattolici. I giolittiani erano neutralisti. Favorevoli
all’intervento erano, invece, alcune minoranze politiche
irredentiste e i grandi gruppi industriali che presagivano grandi
profitti dalle commesse belliche.
1915 – Il 26 aprile il governo Salandra firma a Londra un patto
che obbliga l’Italia ad intervenire nel conflitto a fianco delle
potenze dell’Intesa. Il 24 maggio l’Italia entra in guerra. Il
conflitto, che si sperava fosse di breve durata, si rivelerà,
invece, essere una guerra di logoramento.
1916 – Prosegue la guerra di logoramento che causa ingenti
perdite agli eserciti di entrambe gli schieramenti. Sul fronte
occidentale, tra tedeschi e francesi si combattono le violente
battaglie di Verdun (febbraio-dicembre) e della Somme che causarono
più di 600.000 morti ad entrambe le parti in lotta.
1917 – In Italia il fronte interno inizia a mostrare vistose
crepe: vi furono decine di migliaia di casi di renitenza alla leva e
vivaci proteste contro la partecipazione al conflitto, represse
dall’esercito, con decine di vittime tra i civili. Il 24 ottobre
l’esercito tedesco lanciò un’offensiva di alleggerimento sul fronte
italiano. La scarsa resistenza delle truppe italiane, logore e mal
organizzate, fece si che tale azione militare si trasformasse
rapidamente nel disastro militare di Caporetto. Non ostante le
ingenti perdite in uomini e mezzi subite (oltre 600.000 tra morti,
feriti, prigionieri e sbandati), l’esercito italiano riuscì ad
assestarsi sulla linea difensiva del Piave e del monte Grappa e a
fermare l’avanzata nemica.
1918 – Grazie ad una profonda riorganizzazione dell’esercito, il
24 ottobre (?) iniziava la controffensiva italiana sul Piave. Le
truppe, comandate dal maresciallo Armando Diaz,
avanzarono senza incontrare, o quasi, resistenza fino a
Trento e Trieste. Il 4 novembre il maresciallo Diaz firmò il
Bollettino della Vittoria. Era terminata, per l’Italia,
1919 – Il 23 marzo, a Milano, vengono fondati da Benito
Mussolini i Fasci di Combattimento. I gruppi avevano un programma
basato su rivendicazioni sociali e di azione anticlericale. Alle
elezioni politiche di novembre il movimento guidato da Mussolini si
presentò in ordine sparso e subì una sonora sconfitta elettorale.
1919-1920 – Le difficoltà economiche e sociali che investirono
l’Italia post-bellica causarono estese azioni di sciopero e a
rivendicazioni sociali. Tali manifestazioni popolari sono passate
alla storia come il “Biennio Rosso”.
1921 – In gennaio, a Livorno, avviene la scissione del Partito
Socialista e la conseguente nascita del Partito Comunista d’Italia.
Alle elezioni politiche di maggio gli esponenti del movimento
fascista ottengono un notevole successo elettorale.
1922 – L’Italia è scossa dalle azioni violente delle squadre
fasciste che, agendo impunemente, intimidiscono esponenti socialisti
e assaltano le organizzazioni economiche e sociali della sinistra.
Il 28 ottobre i fascisti marciano su Roma. Vittorio Emanuele III non
firma lo stato di assedio e, nei giorni seguenti, incarica Benito
Mussolini di formare un nuovo governo.
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