All’indomani dell’unificazione (autunno 1860)
l’Italia si presentava come un paese fortemente squilibrato sia dal
punto di vista sociale che da quello economico; infatti, accanto
alla Questione Romana, che vedeva la città di Roma rimanere ancora
capitale dello Stato pontificio, la classe politica del nuovo Stato
si trovava ad affrontare problemi imponenti: rendere culture,
tradizioni sociali consolidate ed economie diverse una sola entità
nazionale partendo da basi tutt’altro che solide.
In un contesto così caratterizzato la società italiana dovette
affrontare importanti questioni che iniziarono a coinvolgerla. Nel
corso degli anni ’80 e ’90, infatti, si assistette ad una forte
intensificazione dei conflitti sociali (provocati tra l’altro anche
dall’introduzione, nel 1868,
della
“tassa sul macinato”) conseguenti alla maturazione del movimento
operaio e contadino che cominciano a configurarsi come
una vera e propria lotta di casse.
In campo politico dopo i governi della Destra che guidarono il Paese
subito dopo l’unificazione e mirano ad un rafforzamento dello stato
attraverso l’attuazione di una politica centralistica e di rigore
finanziario (soprattutto con Quintino Sella), nel 1876 vi fu
l’avvento al potere della Sinistra storica di Agostino Depretis che,
invece, provò a promuovere una serie di aperture sociali tra cui
anche la riforma elettorale del 1882 che ampliava il suffragio
elettorale.
Dopo che le istanze riformatrici si annullarono nella stagione del
trasformismo, che cercava di rispondere in un’ottica borghese ed
elitaria alla conflittualità sociale, si mise in luce la figura di
Francesco Crispi. Il politico siciliano (al governo nel 1887) fu
capace di catalizzare ampi consensi ed attuare una politica “forte”
volta a riformare lo Stato e a rassicurare le classi politiche ed
economiche dominanti con un’adeguata repressione delle istanze
rivoluzionarie (repressione dei Fasci siciliani e scioglimento del
Partito Socialista) che provenivano dal basso. Crispi, in politica
estera, attuò forme di protezionismo nei confronti della Francia,
rinnovò l’intesa della Triplice Alleanza con
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