La storia dell'emigrazione italiana nell'Italia liberale (1861-1921)

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Il naufragio del piroscafo "Utopia" (1891)

La nave

Il piroscafo "Utopia" era una delle navi oceaniche della compagnia di navigazione britannica "Anchor Line". Insieme alle gemelle "Elysia" e "Alsatia" fu costruita a Glasgow nei cantieri navali della società "Robert Duncan & Co" nel 1874 e varata il 14 febbraio dello stesso anno. Fece il suo viaggio inaugurale sulla rotta tra Glasgow e New York partendo dal porto scozzese il 23 maggio del 1874. La nave aveva lo scafo in ferro e una stazza lorda di 2371 tonnellate. Era lungo 350,2 piedi (110 m), largo 35,2 piedi (11 m) con un'altezza alla prua di 29,5 piedi (9 metri). Sul ponte di coperta spiccavano le sovrastrutture destinate ad ospitare i passeggeri di cabina, la plancia di comando, i due alberi e un alto fumaiolo. Lo scafo era mosso da un motore a vapore a doppio compound in grado di erogare fino a 678 cavalli che assicuravano alla nave una velocità massima di 13 nodi. In condizioni normali il piroscafo trasportava 120 passeggeri di prima classe, 60 di seconda classe e ben 600 emigranti (o un volume di merce equivalente). (Segue...)

La "Copertina"

Banner Utopia L'isola di Ellis Island L'influenza spagnola Terremoto di Avezzano
La Copertina di Terzaclasse.it: novità, approfondimenti, curiosità, reportage.

La cronologia dell'Italia liberale

1861-1863 - la stagione del brigantaggio.

Negli anni immediatamente successivi all'unificazione politica dell'Italia, le regioni del Mezzogiorno furono percorse da importanti moti di rivolta. Questa stagione, passata alla storia come "Brigantaggio", ha visto numerose bande di ribelli mettere a ferro e fuoco larghe parti del territorio meridionale, uccidendo numerosi notabili locali ed esponenti del nuovo ordine politico. I briganti non di rado, furono sostenuti militarmente (con il supporto diretto di ufficiali dell'ex esercito borbonico) o finanziate da Francesco II che si trovava in esilio nello Stato pontificio.
Il potere centrale reagì a questa strisciante guerra civile impiegando largamente l'esercito regolare (con 120.000 uomini) ed emanando (la legge "Pica" dell'agosto del 1863) una legislazione speciale assai restrittiva che, in pratica, introduceva lo stato di guerra. Grazie a questi provvedimenti il governo italiano riuscì a ristabilire l'ordine ed a riaffermare il proprio controllo su vaste zone del meridione.

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